*i trascurabili superamenti registrati si sono verificati a seguito di contaminazioni microbiologiche del punto di prelievo, che viene prontamente disinfettato con successiva immediata controanalisi che ha sempre restituito esito di 100% conformità microbiologica.

Totale acqua prelevata (mln di m3)

m3 di acqua prelevata, l’85% da pozzi
idropotabili di seconda falda
e il 15% da fonti di prima falda.

Acqua immessa nella rete (mln m3)

m3 di acqua immessa in rete in media all’anno, -4,5% dal 2018.

Acqua fatturata (mln m3)

m3 di acqua fatturata in media all’anno,
-4% dal 2018.

Perdite idriche lineari (m3/km)*

*rapporto tra il volume delle perdite idriche totali e la lunghezza della rete di acquedotto nell’anno considerato (mc/km/gg)

Le perdite idriche lineari dal 2018.

Perdite di rete (%) **

**rapporto tra il volume delle perdite idriche totali e il volume complessivo in ingresso nel sistema di acquedotto nell’anno considerato.

Le perdite di rete dal 2018, che posizionano MM in categoria “A”.

MM adotta un approccio gestionale consapevole e sostenibile della risorsa idrica, anche attraverso l’introduzione, ove possibile, di innovazioni tecnologiche e di processo in grado di assicurare la qualità dell’acqua e ridurre gli sprechi.

MM opera inoltre per ridurre al minimo l’impatto ambientale del ciclo idrico, tramite la gestione dei propri scarichi, assicurando un elevato livello qualitativo dei reflui fognari e una gestione ottimale dei fanghi di depurazione.

Cosa facciamo

L’Acquedotto di Milano gestito da MM preleva l’acqua interamente dalla seconda falda, a una profondità tra gli 80 e i 100 metri. Tutte le centrali sono telecomandate mediante un complesso sistema di telemetria, coordinato dalla centrale operativa di San Siro, da cui è possibile controllare e comandare l’avviamento dei pozzi e dei gruppi di spinta, oltre a regolare la portata distribuita in funzione della richiesta.

MM gestisce, inoltre, i pozzi di prima falda per il contenimento della risalita del livello della falda in zone particolarmente sensibili della Città.

A febbraio 2020 è entrato in funzione il nuovo sistema di automazione e supporto decisionale a servizio delle centrali di erogazione di acqua potabile di Milano, vera e propria evoluzione del centro di controllo di San Siro. Il sistema, mediante algoritmi di intelligenza artificiale e strumenti IoT – Internet of Things – consente un uso più efficiente dei dati raccolti attraverso l’attività di monitoraggio al fine di migliorare la performance della fase di erogazione in termini di risparmio energetico.

Nel 2020 l’acqua prelevata è stata pari a 246.040.136 m3, di cui l’85% da pozzi idropotabili di seconda falda e il restante 15% da fonti di prima falda. Si è registrato un lieve decremento sul totale di acqua prelevata rispetto al 2019 (-6,2%) dovuto principalmente a un minor prelievo di acqua di prima falda (-19,2%), mentre la riduzione dei prelievi di acqua idropotabile risulta più contenuta (-3,4%).

L’acqua dell’acquedotto milanese è costantemente monitorata secondo un programma di campionamento condiviso con l’ATS (Agenzia di Tutela della Salute). I controlli vengono realizzati prima dell’approvvigionamento, in corrispondenza dei pozzi di emungimento, prima dell’erogazione, sugli impianti di trattamento e sulle centrali di pompaggio e sulle fontanelle e Case dell’acqua. I principali risultati delle analisi sono pubblicati con cadenza trimestrale sul sito internet MilanoBlu e all’interno delle bollette. Per maggiori informazioni si veda il tema “Qualità del servizio” (mettere link interno).

Il laboratorio “Depurazione” di MM effettua controlli con cadenza giornaliera sulla qualità dell’acqua depurata e sul rispetto dei limiti di legge allo scarico, sulle concentrazioni di inquinanti nei reflui che alimentano il depuratore, sui reattori biologici e sulla qualità e tenore di secco dei fanghi biologici prodotti nel processo. Nel 2020 sono stati effettuati 6.400 campionamenti con 38.200 parametri analizzati, in netta crescita dal 2019, con un indice di conformità pari a 100%.

Parallelamente alle attività di controllo sulla qualità dell’acqua, MM ha posto in essere un piano di recupero delle perdite idriche, che costituiscono uno dei principali temi da affrontare per una gestione corretta e sostenibile dei sistemi acquedottistici.

La loro individuazione risulta un’attività centrale da svolgere con continuità, al fine di ridurre gli sprechi e rendere maggiormente efficiente la rete idrica. Il calcolo delle perdite idriche totali del sistema acquedottistico prevede due differenti approcci a seconda dei parametri adottati:

  • le perdite idriche lineari (indicatore M1a) sono definite come rapporto tra il volume delle perdite idriche totali e la lunghezza della rete di acquedotto nell’anno considerato (mc/km/gg). Per questo parametro, MM ha registrato nel 2020 un indice pari a 37,05, in leggera riduzione dal 2019, collocandosi nella categoria “C” ai sensi della normativa vigente, che deve essere letto tenendo conto della complessità del sottosuolo della Città di Milano dove le reti dell’acquedotto spesso di diametro considerevole convivono con altre strutture quali linee metropolitane, tranviarie e ferroviarie, corsi d’acqua tombinati, ecc.
  • le perdite idriche percentuali (indicatore M1b) sono definite come rapporto tra il volume delle perdite idriche totali e il volume complessivo in ingresso nel sistema di acquedotto nell’anno considerato. Per questo parametro, MM ha registrato nel 2020 un indice pari a 14,4%, che posiziona MM nella categoria “A” su tale indicatore ai sensi della disciplina vigente.

Per entrambi gli indicatori, le iniziative poste in essere da MM hanno consentito negli anni di migliorare le performance aziendali, anche in relazione alle principali Società operanti nel settore.

L’impiego della tecnologia Smart Metering sui contatori delle utenze favorisce un efficientamento delle letture e di conseguenza una maggiore tempestività di intervento in caso di perdite, prelievi abusivi, guasti, frodi e altre problematiche, una migliore analisi del bilancio idrico con ottimizzazione della gestione idraulica della rete, oltre che una riduzione dei contenziosi con gli utenti.
L’intervento integra due aspetti:

  • il rinnovamento massivo di tutti i contatori (circa 50.000) entro il 2021
  • l’integrazione automatizzata dei dati provenienti dagli smart meter per la gestione di portate e pressioni della rete di distribuzione.

Nel 2020 sono stati sostituiti 8.762 misuratori e il numero totale dei contatori smart al 31 dicembre 2020 ha superato le 40.000 unità, con il raggiungimento della quota dell’80% del parco contatori complessivo – di poco superiore alle 50.000 unità.

Oltre al monitoraggio delle perdite, MM interviene nella difesa idraulica del territorio in caso di esondazione dei corsi d’acqua superficiali e attua, per conto del Comune di Milano, gli interventi di manutenzione dei tratti sotterranei dei corsi d’acqua naturali e artificiali (le cosiddette “tombinature”) e dei pozzi per il controllo dell’innalzamento della falda. MM garantisce così la piena funzionalità delle reti acquedotto e fognatura, evitando i rischi di dispersione di reflui nel sottosuolo e salvaguardando la falda acquifera.

Milano può vantare innovative tecnologie di rinnovamento delle reti del servizio idrico, con il sempre maggior ricorso a tecnologie non invasive che consentono la riabilitazione e il ripristino di importanti arterie fognarie e acquedottistiche perseguendo, al contempo, la minimizzazione degli scavi. Gli interventi di tipo trenchless o “no-dig consentono infatti il rinnovo delle reti esistenti con ridotti impatti ambientali e costi indotti sociali, garantendo: rapidità di esecuzione, minore movimentazione e produzione di materiali di risulta, bassa interferenza delle attività di superficie, interventi di demolizioni della pavimentazione stradale limitati e circoscritti e, altrettanto rilevante, minori rischi per gli operatori in cantiere in termini di salute e sicurezza.

Tra gli interventi realizzati nel 2020 con tecnologie trenchless o “no-dig” si segnala il rinnovamento statico della tubazione acquedottistica DN1200 Assiano, la più grande dell’acquedotto di Milano che collega la centrale Assiano alla rete di distribuzione cittadina, per un tratto complessivo di circa 2 km. Date le dimensioni della condotta e la sua estensione – circa 10 km – si è optato per un relining con tecnologia CIPP (Cured In Place Pipe) che consiste nell’inserimento di un tubolare all’interno della tubazione da risanare volto a ripristinarne la piena funzionalità statica e idraulica, riducendo notevolmente i tempi di realizzazione in assenza di scavi a cielo aperto, se non in corrispondenza dei punti di inserimento. Differenti applicazioni altamente specializzate della tecnologia CIPP sono state inoltre impiegate nella riabilitazione di circa 7 km di reti fognarie e di più di 1 km di reti acquedottistiche.

Infine, nel 2020 sono stati conclusi i lavori di sostituzione integrale degli impianti di filtrazione a carbone attivo granulare presso le Centrali Armi, Cimabue e Chiusabella, volti a prevenire eventuali rotture e danni infrastrutturali anche tenuto conto della storicità degli impianti in questione.

MM assicura che l’acqua proveniente dall’acquedotto pubblico e utilizzata dalle utenze, nonché quella proveniente dagli utenti industriali, venga raccolta e depurata, in modo da minimizzare gli sprechi e favorirne il riutilizzo in ambiente, trasformando gli scarichi in una nuova risorsa.

In particolare, le acque di scarico confluiscono nella rete fognaria sviluppata su oltre 1.500 km, con strutture in grado di mantenere una buona velocità di deflusso delle acque, limitando la formazione di depositi sul fondo dei canali e la proliferazione di batteri. Il sistema di raccolta è di tipo unitario, con le acque di rifiuto e quelle di pioggia raccolte in unico condotto senza distinzione, e lavora principalmente per gravità, sfruttando la conformazione del suolo del territorio lombardo in lieve pendenza da nord-nord ovest verso sud-sud est.

MM svolge una continua manutenzione ordinaria e straordinaria della rete, con l’obiettivo di garantire l’efficienza complessiva del sistema di raccolta delle acque reflue. Inoltre, gestisce il sistema di depurazione della città di Milano, articolato principalmente sui due grandi poli di depurazione di Milano San Rocco e Milano Nosedo, in grado di servire complessivamente fino a 2.286.000 abitanti equivalenti.

I primi due impianti rientrano nel territorio di competenza di MM e trattano circa il 90% delle acque reflue prodotte nell’area milanese, che vengono poi scaricate in corpi idrici superficiali. I depuratori costituiscono veri e propri presidi di economia circolare, che mirano all’efficientamento delle risorse idriche e restituiscono alla Città di Milano acqua depurata da destinare all’irrigazione.

Nel 2020 il volume degli scarichi complessivo è stato pari a 226 mln di mc, in lieve diminuzione rispetto al 2019 (-4,5%). Di questi il 24% è stato destinato a riutilizzo irriguo, percentuale in calo rispetto al 40% registrato nello scorso esercizio.

I depuratori di Milano Nosedo e San Rocco sono in grado di trattare con qualità idonea al riuso irriguo diretto la totalità dei reflui in ingresso agli impianti in condizioni di tempo secco costantemente per tutto l’anno. I quantitativi di acque avviate a riuso irriguo sono però variabili in funzione delle richieste avanzate dai consorzi irrigui, tanto che nei periodi estivi è consuetudine vi siano alcune ore della giornata in cui il 100% delle acque trattate viene avviato a riutilizzo irriguo.

FOCUS


Piano di Sicurezza dell’Acqua di MM


Il Piano di Sicurezza dell’Acqua (PSA) è lo strumento introdotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per assicurare la sicurezza dell’acqua distribuita destinata ad uso idropotabile, garantendo la protezione della salute umana attraverso la prevenzione e la gestione dei rischi lungo l’intera filiera dalla captazione al consumo. Il PSA di MM, approvato a ottobre 2017 ed elaborato sulla base delle caratteristiche distintive del sistema idrico cittadino, tiene conto di tutti i pericoli e i rischi associati al sistema idropotabile, non limitandosi ai soli parametri monitorati per legge. L’obiettivo è quello di prevenire e ridurre il più possibile il rischio di contaminazione dell’acqua prelevata dall’ambiente ed eliminare, ove possibile, tutti gli agenti di pericolo chimico, microbiologico, fisico e radiologico. Il documento copre tutti gli asset dell’acquedotto – pozzi, impianti, vasche di accumulo, rete di distribuzione, fontanelle – divisi in 4 macro-sezioni – captazione, trattamento, accumulo e distribuzione – in modo da individuare in modo puntuale gli eventi pericolosi, siano essi di natura antropica o ambientale e di natura volontaria o involontaria.
Con riferimento agli scenari di emergenza emersi dal PSA, MM ha sviluppato un Piano di Gestione delle Emergenze Acquedottistiche (PGE), che definisce l’iter procedurale nel caso si verifichino uno o più eventi pericolosi. Inoltre, MM ha messo a punto un piano di interventi a mitigazione del rischio idraulico per i pozzi idropotabili, introdotto a seguito delle analisi condotte per definire il rischio di allagamento dei pozzi che ricadono nelle aree soggette a esondazione da parte dei fiumi Seveso e Lambro.
Nel 2020 è stata avviata una capillare attività di revisione della procedura interna con l’obiettivo di redigere un nuovo Piano di Sicurezza dell’Acqua che risponda ai principi generali della valutazione del rischio, stabiliti dalle norme internazionali e dalle linee guida nazionali per la valutazione e gestione del rischio nella filiera delle acque destinate al consumo umano secondo il modello dei Water Safety Plans elaborate dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). L’attività, svolta in collaborazione e con la supervisione dell’ISS, si concluderà per la fine del 2021. Durante l’anno, si è ritenuto necessario ampliare il campo degli eventi pericolosi identificabili anche nell’ottica di includere gli aspetti legati alla pandemia da Covid-19, in modo da poterli integrare nel Piano e prevedere specifiche misure di mitigazione e controllo del rischio.
Con il medesimo obiettivo di minimizzare il rischio di contaminazione delle acque sotterranee, si sta svolgendo un’analisi sulla possibile messa in sicurezza delle Zone di Tutela Assoluta (ZTA) e sui possibili interventi di mitigazione. Si sta infine mettendo a punto una rete di monitoraggio e protezione dinamica finalizzata a intercettare l’eventuale arrivo di contaminazione all’opera e attivare tempestivamente interventi di risanamento o approvvigionamento alternativo.

MM Spa a socio unico _ Via del Vecchio Politecnico, 8 - 20121 MilanoCodice fiscale/partita IVA e numero Iscrizione Registro delle Imprese di Milano: 01742310152R.E.A. di Milano numero 477753 - Capitale Sociale € 36.996.233 (i.v.)info@pec.metropolitanamilanese.it